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Fiera del Tartufo Asti 4 novembre 2013

La Fiera del Tartufo Asti la vive sempre come una festa di quelle da considerarsi come un tutt’uno con la natura  del territorio al quale una città storica come Asti appartiene: il Monferrato. La tradizione culinaria importante che riguarda  Asti non può prescindere da un ingrediente così importante come il tartufo ! Centinaia di ricette […]

M** Bun: Agrihamburgheria Piemontese

Merenda Sinoira allo SlowFastFood di Rivoli

Se siete a Rivoli e volete fare una merenda con tutti i crismi della tradizione piemontese, Il M** Bun fa proprio il caso vostro (infatti il pomeriggio lo trovate aperto) !
Idee come queste sono assolutamente meritevoli: hamburger fatti con la carne di fassone piemontese, patate fritte fatte al momento senza usare prodotti surgelati, formaggi piemontesi e finalmente insieme all’ hamburger si può bere il vino !
Personalmente sono rimasto stupito dalla carne cruda: il cuore della tradizione piemontese. Perfetta: gustosa, freschissima, condita in maniera impeccabile. Io ho preferito la “Piemunteisa“, condita con solo olio e sale (il limone viene messo intelligentemente a fianco), ma se amate le varianti trovate anche la “Franseisa” con olio, senape, capperi e acciughe o la “Mediterranea” con olio, pomodorini, olive e peperoncino.  Nel menu troverete anche le acciughe al verde, i tomini elettrici, le robiole al forno o la scaramella alla piastra, insomma viva la cucina piemontese!

Consiglio vivamente di passarci !

Corso Susa 22, E – Rivoli (TO)
Orario : Tutti i giorni 12.00-23.00 – Tel. 011 9534062
www.mbun.it

Merenda Reale a Torino

Bicerin
Bicerin

In pieno clima “Unità d’Italia”, Torino propone in numerosissimi locali la Merenda Reale, un modo per fare ridiventare i caffè un luogo di incontro e di scambio, così come un tempo accolsero la cultura e la politica della prima capitale d’Italia !
Garibaldi e parisien, chifel e democratic, biciolan e pan gindru sono solo alcuni dei nomi delle nuove specialità dolci nate nell’800 per accompagnare al meglio il bicerin: un’accoppiata così invitante da spingere anche le signore dell’epoca – che prima non avrebbero mai messo piede in un caffè – a fare uno strappo alla regola.

Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito di Turismotorino dove troverete anche il calendario completo delle Merende Reali.

Ricetta: Rabaton della Fraschetta

Quando si parla di Rabaton non ci sono dubbi: il piatto è quello tipico di Litta Parodi, siamo a pochi km da Alessandria, in quella porzione geografica chiamata Fraschetta. I Rabaton venivano cucinati dai pastori che venivano a svernare, e in primavera, prima di salire in alpeggio vendevano il seirass che producevano. La ricotta veniva usata insieme alle bietole e alle uva per confezionare appunto i Rabaton.

 

  • 7 – 8 hg. di coste (meglio quelle piccole e senza gambo bianco) lessate per 5 minuti strizzate e tagliate a pezzettiin alternativa si possono anche utilizzare spinaci e coste in quantitativi uguali
  • 500 gr. di ricotta nostrana
  • un pugno abbondante di grana
  • 2 cucchiai di pangrattato (dipende dall’acqua delle coste) e si può aggiungere anche un po’ di farina per rendere più consistente l’impasto
  • 3 uova intere

Mescolare tutti gli ingredienti.

Formare degli gnocchi delle dimensioni di 5 cm. di lunghezza e 2/3 cm di diametro (sono buoni anche più grossi) e passarli nella farina bianca. Cuocerli in acqua bollente 7 – 8 per volta.  Scolarli dopo qualche istante dall’affioramento. Se si è aggiunta la farina farli cuocere un poco di più. Sistemarli in una pirofila e condirli con burro fuso e parmigiano. Volendo, farli gratinare in forno, dopo averli cosparsi di formaggio (anche tipo fontina) bagnandoli con un poco di latte per tenerli umidi.
Aggiungendo all’impasto maggiorana, salvia e altre erbe aromatiche si ottengono piacevoli varianti.

• 7 – 8 hg. di coste (meglio quelle piccole e senza gambo bianco) lessate per 5 minuti strizzate e tagliate a pezzetti
in alternativa si possono anche utilizzare spinaci e coste in quantitativi uguali
• 500 gr. di ricotta nostrana
• un pugno abbondante di grana
• 2 cucchiai di pangrattato (dipende dall’acqua delle coste) e si può aggiungere anche un po’ di farina per rendere più consistente l’impasto
• 3 uova intere
Mescolare tutti gli ingredienti.
Formare degli gnocchi delle dimensioni di 5 cm. di lunghezza e 2/3 cm di diametro (sono buoni anche più grossi) e passarli nella farina bianca.
Cuocerli in acqua bollente 7 – 8 per volta. In una teglia se ne possono cuocere un maggior numero.
Scolarli dopo qualche istante dall’affioramento. Se si è aggiunta la farina farli cuocere un poco di più.
Sistemarli in una pirofila e condirli con burro fuso e parmigiano .
Volendo, farli gratinare in forno, dopo averli cosparsi di formaggio (anche tipo fontina) bagnandoli con un poco di latte per tenerli umidi.
Aggiungendo all’impasto maggiorana, salvia e altre erbe aromatiche si ottengono piacevoli varianti.

• 7 – 8 hg. di coste (meglio quelle piccole e senza gambo bianco) lessate per 5 minuti strizzate e tagliate a pezzetti

in alternativa si possono anche utilizzare spinaci e coste in quantitativi uguali

• 500 gr. di ricotta nostrana

• un pugno abbondante di grana

• 2 cucchiai di pangrattato (dipende dall’acqua delle coste) e si può aggiungere anche un po’ di farina per rendere più consistente l’impasto

• 3 uova intere

Mescolare tutti gli ingredienti.

Formare degli gnocchi delle dimensioni di 5 cm. di lunghezza e 2/3 cm di diametro (sono buoni anche più grossi) e passarli nella farina bianca.

Cuocerli in acqua bollente 7 – 8 per volta. In una teglia se ne possono cuocere un maggior numero.

Scolarli dopo qualche istante dall’affioramento. Se si è aggiunta la farina farli cuocere un poco di più.

Sistemarli in una pirofila e condirli con burro fuso e parmigiano .

Volendo, farli gratinare in forno, dopo averli cosparsi di formaggio (anche tipo fontina) bagnandoli con un poco di latte per tenerli umidi.

Aggiungendo all’impasto maggiorana, salvia e altre erbe aromatiche si ottengono piacevoli varianti.

Walter Massa e la degustazione di Monleale da Mezzo-Litro

Bella degustazione del Monleale di Walter Massa al Mezzo-Litro di Alessandria (7 marzo 2011), dove sono state stappate cinque annate (dal 2000 al 2004), associate ai grandi formaggi di Luca Montaldo di Carezzano.
Il vignaiolo piemontese, parla del suo vino pensandolo come una creatura, tutta da bere, da aspettare il tempo che si deve, senza subire i ritmi frenetici che il mercato del vino oggi vuole imporre (finalmente…).
E prima di focalizzare l’attenzione sul vitigno, si parla di terroir, di come estrarre tutte le caratteristiche della terra facendola passare dall’uva e ritrovarla in bottiglia, senza pensare di indirizzare il vino dove vuole l’uomo (o la carta stampata), ma di “lasciarlo andare che si fa da solo”.

Si sente spesso parlare di un terroir più vocato al vino e di un altro meno predisposto, poi arriva un vignaiolo vero e mischia le carte…

Paolo Lesino

Degustazione in Alessandria: il Monleale di Walter Massa

Lunedì 7 Marzo, ore 18.30

interessantissima degustazione di MONLEALE (Colli Tortonesi Barbera)  ad Alessandria, alla Vineria Mezzo-Litro, dove sarà presente il produttore Walter Massa. Una verticale di cinque annate, dal 2000 al 2004 per stuzzicare i palati degli avventori più esigenti. La degustazione sarà accompagnata dai formaggi sopraffini di Montaldo Luca e da salumi nostrani.

Walter Massa

Walter Massa

Per info e prenotazioni: info@mezzolitro.com – tel. 0131-223501

Pane Cotto in Forno Legna

Pane a Lievitazione NaturaleGli amanti del pane “vero”, quello Cotto in Forno a Legna e lievitato senza lievito chimico (con ad es. quello di birra), ma solo con Pasta Acida o Lievito Naturale sanno bene che oggi è diventato una rarità.
Per produrre un pane a lievitazione naturale bisogna essere bravi e appassionati panettieri (forse artisti è un termine più appropriato), i tempi della lievitazione infatti sono ben più lunghi rispetto quelli necessari con il lievito chimico (6-8 ore almeno) e le farine bio impiegate sono più difficilmente reperibili e costose. Il forno a legna è poi una complicazione in più: infatti per essere scaldato a dovere bisogna fare fuoco per almeno una o due ore, poi lasciarlo raffreddare e ripulirlo dalle braci in eccesso, per non bruciare il pane…Pane Cotto In Forno Legna

Un bravo panificatore lo trovate di sicuro a Roddino: Il Forno del Buon Pane di Roberto Marcarino, che panifica con farine biologiche macinate a pietra e cuoce il Pane in Forno a Legna.   Ogni giorno vengono sfornati pane, tra cui quello ai semi di lino, al sesamo, alle noci, alle olive, e grissini stirati a mano. La lavorazione parte da prodotti biologici, vengono utilizzate la pasta madre e farine per intolleranze macinate a pietra, tra cui farro, kamut e segale. …Inutile dire che è consigliato !

Tel. +39 0173 794088 – Fax +39 0173 794088
Cell. +39 338 4938033
ilfornodelbuonpane@tiscali.it
Loc. Corini, 712050 – RODDINO – CN

Merenda Sinoira al Ristorante la Chiocciola di Chieri

Merenda Sinoira a Chieri

Ristorante la Chiocciola-Chieri

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Ristorante la Chiocciola

Il Ristorante La Chiocciola è l’iniziativa di Guido Vergnano, chierese, che ha realizzato il suo sogno nel cassetto: “cucinare ricette piemontesi”. Cosa ci può essere di più Piemontese della Merenda Sinoira ? Ebbene, per chi ha intenzione di domare il languore del pomeriggio in modo deciso, senza mezze misure, da domenica 6 marzo tutte le domeniche dalle 18 alle 21,30 alla Chiocciola di Chieri troverete una piemontesissima Merenda Sinoira.

E’ richiesta la Prenotazione

Info: Via San Giorgio 12 – Chieri
Tel 011 4230276 – cell 338 4285511
www.ristorantelachiocciola.it

Email: info@ristorantelachiocciola.it

Da domenica 6 marzo

tutte le domeniche dalle 18 alle 21,30

Un Piemontese in America

Merenda Sinòira & drinks (vedi…)

Agnolotti del Plin: Ricetta

Ravioli del Plin

Ravioli del Plin

Gli Agnolotti del Plin sono sicuramente una bandiera della cucina Piemontese, forse l’unico piatto in grado di mettere d’accordo tutti: bambini compresi ! Conditi al burro e salvia, con il classicissimo sugo d’arrosto, sconditi sul tovagliolo di lino, al tartufo, affogati nella Barbera calda o cotti nel forno a legna come antipasto ! Ma prima però bisogna farli e dedicare alla loro preparazione una bella giornata piena, senza scoragiarsi, perchè si sà, è un percorso impegnativo !
Si parte rigorosamente cuocendo i tre arrosti: manzo, maiale e coniglio e poi li si passa al tritacarne. A parte cuociamo la verdura, che apre non pochi interrogativi:  scarola, spinaci o cavolo ? A voi, secondo i vostri gusti la scelta, io sono amante del cavolo, saltato al burro e poi  passato anche lui al tritatacarne. Il resto è semplice: si uniscono le uova (3-4 ogni Kg. di carne), una bella manciata di parmigiano, noce moscata, pepe, e una bella manciata di salsiccia buona, che arrotonda il ripieno in maniera sapiente !
Adesso si prepara la sfoglia e riempono gli agnolotti con il classico “pizzicotto”, in dialetto: Plin…

Buon appetito…

Caponata in Agrodolce

Ricetta Vegana: Caponata in Agrodolce


caponata in agrodolce

Ricette Vegan: Caponata in Agrodolce

Dosi per 2 persone:

  • 1 cipolla di tropea
  • 1 peperone rosso
  • 1 zucchino
  • 1 finocchio
  • 1 melanzane
  • 50 gr. pinoli
  • 50gr uvetta
  • 80 gr. zucchero di canna
  • 3 cucchiai di aceto di vino rosso
  • sale peperoncino a piacere

Caramellare lo zucchero con un filo d’olio, rosolare insieme la cipolla di Tropea ed aggiungere tutte le verdure, tagliate a cubettini di 1 cm. e bagnare con un goccio di vino bianco. Agiungere in ultimo l’aceto i pinoli e l’uvetta.

A cura di Carlo Mereatur:  Osteria il Melograno Terruggia (AL)

Patate Ripiene di Carciofi e Mandorle Gratinate al Pane

Ricetta Vegana

Dosi per 2 persone

  • 2 patate medio grandi
  • 2 carciofi di riviera
  • 1 cucchiaio lamelle di mandorle
  • 1 scalogno
  • pane grattuggiato tostato con cumino
  • olio extravergine sale e pepe

Fare bollire le patate, nel frattempo, tagliare i carciofi e soffriggerli con lo scalogno ed aggiungere la mandorle; in un’altra padella tostare con olio extravergine e cumino il pane grattato.

Cotte le patate svuotarle a mo di cocote riemirle con i carciofi e le mandorle ed adagiarle in una teglia unta d’olio e spolverare con il pane grattato.

forno a 180° per 10 minuti.

A cura di Carlo Mereatur:  Osteria il Melograno Terruggia (AL)

Patate ripiene di carciofi e mandorle gratinate

dosi per 2 persone

2 patate medio grandi
2 carciofi di riviera
1 cucchiaio lamelle di mandorle
1 scalogno
pane grattuggiato tostato con cumino
olio extravergine sale e pepe

Far bollire le patate nel frattempo, tagliare i carciofi e soffriggerli con lo scalogno ed aggiungere la mandorle; in un’altra padellina tostare ocn olio extravergine e cumino il pane grattato.
Cotte le patate svuotarle a mo di cocote riemirle con i carciofi e le mandorle ed adagiarle in una teglia unta d’olio e spolverare con il pane grattato.
forno a 180gradi per 10 mindosi per 2 persone

2 patate medio grandi

2 carciofi di riviera

1 cucchiaio lamelle di mandorle

1 scalogno

pane grattuggiato tostato con cumino

olio extravergine sale e pepe

Far bollire le patate nel frattempo, tagliare i carciofi e soffriggerli con lo scalogno ed aggiungere la mandorle; in un’altra padellina tostare ocn olio extravergine e cumino il pane grattato.

Cotte le patate svuotarle a mo di cocote riemirle con i carciofi e le mandorle ed adagiarle in una teglia unta d’olio e spolverare con il pane grattato.

forno a 180gradi per 10 minuti.

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dosi per 2 persone

2 patate medio grandi

2 carciofi di riviera

1 cucchiaio lamelle di mandorle

1 scalogno

pane grattuggiato tostato con cumino

olio extravergine sale e pepe

Far bollire le patate nel frattempo, tagliare i carciofi e soffriggerli con lo scalogno ed aggiungere la mandorle; in un’altra padellina tostare ocn olio extravergine e cumino il pane grattato.

Cotte le patate svuotarle a mo di cocote riemirle con i carciofi e le mandorle ed adagiarle in una teglia unta d’olio e spolverare con il pane grattato.

forno a 180gradi per 10 minuti.

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