Quando si parla di Rabaton non ci sono dubbi: il piatto è quello tipico di Litta Parodi, siamo a pochi km da Alessandria, in quella porzione geografica chiamata Fraschetta. I Rabaton venivano cucinati dai pastori che venivano a svernare, e in primavera, prima di salire in alpeggio vendevano il seirass che producevano. La ricotta veniva usata insieme alle bietole e alle uva per confezionare appunto i Rabaton.

 

  • 7 – 8 hg. di coste (meglio quelle piccole e senza gambo bianco) lessate per 5 minuti strizzate e tagliate a pezzettiin alternativa si possono anche utilizzare spinaci e coste in quantitativi uguali
  • 500 gr. di ricotta nostrana
  • un pugno abbondante di grana
  • 2 cucchiai di pangrattato (dipende dall’acqua delle coste) e si può aggiungere anche un po’ di farina per rendere più consistente l’impasto
  • 3 uova intere

Mescolare tutti gli ingredienti.

Formare degli gnocchi delle dimensioni di 5 cm. di lunghezza e 2/3 cm di diametro (sono buoni anche più grossi) e passarli nella farina bianca. Cuocerli in acqua bollente 7 – 8 per volta.  Scolarli dopo qualche istante dall’affioramento. Se si è aggiunta la farina farli cuocere un poco di più. Sistemarli in una pirofila e condirli con burro fuso e parmigiano. Volendo, farli gratinare in forno, dopo averli cosparsi di formaggio (anche tipo fontina) bagnandoli con un poco di latte per tenerli umidi.
Aggiungendo all’impasto maggiorana, salvia e altre erbe aromatiche si ottengono piacevoli varianti.

• 7 – 8 hg. di coste (meglio quelle piccole e senza gambo bianco) lessate per 5 minuti strizzate e tagliate a pezzetti
in alternativa si possono anche utilizzare spinaci e coste in quantitativi uguali
• 500 gr. di ricotta nostrana
• un pugno abbondante di grana
• 2 cucchiai di pangrattato (dipende dall’acqua delle coste) e si può aggiungere anche un po’ di farina per rendere più consistente l’impasto
• 3 uova intere
Mescolare tutti gli ingredienti.
Formare degli gnocchi delle dimensioni di 5 cm. di lunghezza e 2/3 cm di diametro (sono buoni anche più grossi) e passarli nella farina bianca.
Cuocerli in acqua bollente 7 – 8 per volta. In una teglia se ne possono cuocere un maggior numero.
Scolarli dopo qualche istante dall’affioramento. Se si è aggiunta la farina farli cuocere un poco di più.
Sistemarli in una pirofila e condirli con burro fuso e parmigiano .
Volendo, farli gratinare in forno, dopo averli cosparsi di formaggio (anche tipo fontina) bagnandoli con un poco di latte per tenerli umidi.
Aggiungendo all’impasto maggiorana, salvia e altre erbe aromatiche si ottengono piacevoli varianti.

• 7 – 8 hg. di coste (meglio quelle piccole e senza gambo bianco) lessate per 5 minuti strizzate e tagliate a pezzetti

in alternativa si possono anche utilizzare spinaci e coste in quantitativi uguali

• 500 gr. di ricotta nostrana

• un pugno abbondante di grana

• 2 cucchiai di pangrattato (dipende dall’acqua delle coste) e si può aggiungere anche un po’ di farina per rendere più consistente l’impasto

• 3 uova intere

Mescolare tutti gli ingredienti.

Formare degli gnocchi delle dimensioni di 5 cm. di lunghezza e 2/3 cm di diametro (sono buoni anche più grossi) e passarli nella farina bianca.

Cuocerli in acqua bollente 7 – 8 per volta. In una teglia se ne possono cuocere un maggior numero.

Scolarli dopo qualche istante dall’affioramento. Se si è aggiunta la farina farli cuocere un poco di più.

Sistemarli in una pirofila e condirli con burro fuso e parmigiano .

Volendo, farli gratinare in forno, dopo averli cosparsi di formaggio (anche tipo fontina) bagnandoli con un poco di latte per tenerli umidi.

Aggiungendo all’impasto maggiorana, salvia e altre erbe aromatiche si ottengono piacevoli varianti.